PEDRINI: "CONTRO VALPOLICELLA SERVE UN BUON APPROCCIO MENTALE"
Tornerà a giocare in casa il Borsari Rugby Badia che domenica ospiterà alle 14.30 nel campo dei Nuovi Impianti sportivi il Valpolicella Rugby Club. Il match sarà valido per la terza giornata di Campionato di Serie A2. Entrambe le formazioni si presenteranno con la sconfitta dello scorso weekend rispettivamente contro Paese e Pesaro, avranno quindi voglia di riscattarsi. Per questo i ragazzi di coach Stefano Bordon hanno iniziato subito a sistemare quello che nelle scorse partite non ha funzionato. Durante i match ci sono comunque state azioni e note positive tanto che diversi giocatori biancazzurri sono emersi. Tra questi spicca Fabrizio Pedrini, fino alla scorsa stagione mediano di mischia ma da quest’anno ha iniziato ad esser schierato come estremo. Classe 2004, cresciuto nella Junior Rugby Badia ed entrato in prima squadra due stagioni fa, quest’estate si è allenato con la Rugby Rovigo. “Per me è stato molto emozionante sia il fatto di aver ricevuto la chiamata da coach Davide Giazzon – racconta Pedrini - ma anche potermi allenare insieme ad un gruppo di giocatori di un livello altissimo. Purtroppo ho dovuto interrompere la mia esperienza in anticipo per motivi di salute e per motivi burocratici ma allenarsi con la prima squadra del Rovigo, anche per poco tempo, per me ha significato tanto e mi ha comunque permesso di crescere ulteriormente a livello rugbistico”.
Da qualche mese ha iniziato ad allenarsi nel ruolo di estremo e non più di mediano di mischia. Com’è andato il cambio?
“Nella mia carriera ho sempre giocato mediano di mischia ma nonostante ciò sono riuscito ad adattarmi abbastanza in fretta da estremo anche grazie all’aiuto dei miei compagni e degli allenatori che mi hanno messo nelle condizioni giuste per imparare il ruolo. Sono due ruoli completamente diversi con fondamentali diversi. Sono contento di questo cambio ruolo perché giocare da estremo mi permette di trovare più spazi e giocare di più con il pallone in mano”.
È un giocatore istintivo: da dove nasce questo approccio?
“Il mio gioco si basa molto sull’istinto, mi piace essere imprevedibile e cerco sempre soluzioni diverse in ogni contesto. Penso sia una delle mie abilità migliori e spesso questo mi permette di cogliere di sorpresa l’avversario e mettere in situazioni di vantaggio la squadra. Le mie intuizioni derivano tutte dall’istinto, raramente sono giocate ragionate o provate in allenamento”.
Cosa non ha funzionato nella scorsa partita contro Paese?
“A Paese, come con Viadana, abbiamo sbagliato l’approccio e non siamo stati in grado di concretizzare situazioni che ci avrebbero permesso di prendere il controllo della partita. Rispetto al match precedente però siamo stati più organizzati e abbiamo giocato meglio al largo sfruttando la maggior parte delle occasioni che abbiamo creato. Questo è un punto da cui dobbiamo ripartire e in cui possiamo migliorare partita dopo partita”.
Domenica affronterete il Valpolicella. Che partita si aspetta?
“Il Valpolicella è una squadra forte e giovane con dei trequarti molto pericolosi, dovremo lavorare molto sul piano fisico ma soprattutto sulla difesa ed evitare di concedere palloni veloci. Sarà importante essere attivi mentalmente sin da inizio partita per avere un buon approccio. In attacco dovremo mantenere il possesso e soprattutto essere cinici nelle occasioni che avremo”.