GAVIOLI: "PER L'ULTIMO MATCH CONTRO PESARO SERVIRANNO PRECISIONE IN DRIVE ED ATTENZIONE AI DETTAGLI"

15 Apr 2026

Quella che giocherà domenica il Borsari Rugby Badia sarà l’ultima partita della stagione, valida per la 18° giornata di Campionato di Serie A2, girone 3. I polesani, settimi in classifica assieme al Viadana con 35 punti, partiranno presto perché si recheranno al campo Toti Patrignani a Pesaro, per giocare alle 15.30 contro la terza a quota 58. I biancazzurri, da qualche mese, si sono rinforzati con un giocatore proveniente dal Rugby Noceto, società che ha ritirato la squadra dal Campionato ad inizio gennaio. Il tallonatore Andrea Gavioli, classe 2005, 175cm per 89kg, è nato a Ferrara ed ha iniziato a giocare a rugby nel Cus a 5 anni. Nel club ferrarese è rimasto fino all’Under 17, quando ha ricevuto la chiamata del Colorno dove ha giocato in Under 17, in Serie B e in Serie A Élite. Questa stagione Andrea è poi passato a Noceto con il quale è sceso in campo fino a gennaio.

Com’è stata la prima parte di stagione a Noceto?

“Mi sono trovato bene, anche se è durato poco, ci allenavamo ad un buon livello e ad un’alta intensità. Da come avevamo iniziato, sembrava che la stagione dovesse andare molto bene. Poi purtroppo è andata come tutti sappiamo. Tra gli allenatori c’era anche l’ex rossoblù Edoardo Ruffolo che ci allenava in touche: ci ha insegnato tanto ed era molto fantasioso per quanto riguardava le giocate”.

Come ha vissuto la notizia del ritiro della squadra dal Campionato?

“Non ce l’aspettavamo, credevo che almeno finissimo la stagione. Grazie al procuratore sono poi riuscito a trovare un’altra squadra: il Borsari Badia. Ho ricevuto la chiamata di Stefano Bordon, alla quale ho risposto subito presente”.

Come si è trovato in Polesine?

“Mi sto trovando molto bene, la squadra mi ha accolto nel miglior modo possibile e di questo ne sono contento. Per fortuna sono riuscito a trovare spazio in squadra. Non mi aspettavo che sarei sceso subito in campo. Spero di esser riuscito a dare una mano ai ragazzi perché comunque grazie a loro mi sono sentito subito a casa”.

Ha notato differenze tra questo girone veneto e quello in cui giocava prima?

“L’unica differenza che ho notato è che in Veneto ci sono squadre molto più fisiche mentre nel girone emiliano lombardo si punta più sulla tecnica per provare a perfezionare la performance in campo”.

Domenica concluderete la stagione affrontando Pesaro in trasferta: che partita si aspetta?

“Spero in una vittoria perché la squadra c’è e le potenzialità ce le abbiamo, manca solo concretizzare la voglia di vittoria. Un aspetto sul quale dovremmo sicuramente stare attenti è il drive: sia in fase di attacco che di difesa perché sono molto bravi. Noi abbiamo un buon gioco e, se riusciamo a sfruttarlo, potremmo davvero metterli in difficoltà. Da non sottovalutare saranno i dettagli che ogni tanto fanno perdere la possibilità di concretizzare punti. Anche le pulizie in ruck, per esempio, devono essere più precise. Sarà inoltre un match molto fisico perché loro sono prestanti, ma se riusciamo a mantenere il possesso, li metteremo in difficoltà da un altro punto di vista”.

 

 

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