INTERVISTA DI FINE ANNO AL PRESIDENTE MASSIMILIANO DOLCETTO

31 Dic 2025

Oramai è giunta la fine del 2025 e si sa che, negli ultimi giorni di dicembre, si è soliti fare un bilancio di com’è andato l’anno che sta per concludere. È questo il caso del presidente del Borsari Rugby Badia (iscritta al Campionato di Serie A maschile), Massimiliano Dolcetto, che conosce molto bene l’ambiente biancazzurro. A Badia Dolcetto è approdato come giocatore per poi dedicarsi all’ambito dirigenziale. Complessivamente è dunque 27 anni che Massimiliano milita nel club: dal 2004 ha iniziato come direttore sportivo, per poi passare a partire dal 2014, a ricoprire la figura di presidente tra giovanili e prima squadra.

 Massimiliano è arrivato il tempo di fare un bilancio: com’è andato il 2025?

“Per quanto riguarda la prima squadra direi positivo: come sempre abbiamo integrato ragazzi molto giovani per dare loro l’opportunità di fare esperienza e dando loro modo di misurarsi in un bel campionato seniores. La salvezza della passata stagione è arrivata nelle ultime giornate, come da un po’ di anni succede, proprio considerando la poca esperienza, quindi anche questo obiettivo è stato centrato”.

E questa stagione come sta andando?

“Per la stagione in corso ci aspettiamo un passo in più dal punto di vista della maturità in campo. I tecnici stanno lavorando per questo, vediamo se riusciremo ad avere un approccio positivo costante alle partite, eliminando gli alti e bassi che ci hanno contraddistinto negli ultimi anni”.

Come procede la collaborazione con le altre società polesane?

“Direi che i rapporti sono buoni e costruttivi con tutte le società polesane, devo anche dire e fare un plauso a Filippo Boraso (consigliere del Comitato Regionale Veneto della provincia di Rovigo) e a Federico Lubian (fiduciario provinciale) per il lavoro di raccordo tra i vari club. Da un punto di vista sportivo però devo dire che abbiamo perso molto in qualità generale rispetto alle province di Padova, Treviso e non solo. Nel nostro campionato lo vediamo bene, occorrerebbero un focus ed una attenzione diversi, quindi investimenti maggiori incentrati sui nostri ragazzi locali per valorizzarli il più possibile, più che sulle prime squadre, dove i costi sono sempre maggiori. Tra l’altro è più facile trovare risorse private e istituzionali verso i settori giovanili che nelle prime squadre stesse. Noi ci stiamo riflettendo molto in questo senso, anche perché, per un motivo o per un altro, vediamo pochissimi ragazzi raggiungere la prima squadra del Rovigo che è il sogno di chi inizia a giocare in qualsiasi società polesana”.

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